Da una ricerca condotta dalla sessuologa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia al San Raffaele di Milano, e resi noti durante il convegno promosso dai ginecologi di Aogoi e Sigo «Politiche per un contrasto all'interruzione volontaria di gravidanza nelle donne a rischio», è emerso che l'utilizzo della pillola del giorno dopo è cresciuto del 23% in un solo anno e che oltre il 50% delle giovani al di sotto dei 20 anni la preferiscono agli altri contraccettivi. Questa pratica però ha portato ad un aumento di alcune pericolose malattie sessualmente trasmissibili come il Papilloma alla Chlamydia. Secondo la professoressa Graziottin i principali colpevoli di questo fenomeno sono le scuole e le famiglie, che non parlano abbastanza con i più giovani dei rischi che si corrono in un rapporto non protetto, che non significa solamente evitare le gravidanze indesiderate, ma anche e soprattutto evitare le malattie utilizzando i preservativi.
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