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Nei primi mesi di vita l’alimentazione è costituita da latte, prevalentemente quello materno. L’allattamento materno rappresenta il modo migliore per nutrire il neonato assicurando contestualmente il soddisfacimento delle esigenze “relazionali”, proprie di tutti i neonati. L’operazione di allattamento oltre ad assicurare al neonato l’alimentazione di cui ha bisogno, serve a comunicare con il piccolo attraverso il contatto, il calore, la qualcosa è importante almeno quanto l’alimentazione in senso stretto. Nei primissimi mesi di vita l’alimentazione è fondamentalmente comunicazione e relazione. Il latte viene prodotto grazie ad una pluralità di ormoni che si trovano nel corpo della donna dopo il parto, tra i quali ricordiamo la prolattina e l’ossitocina. Già a partire dal quinto/sesto mese di gravidanza il seno comincia a produrre latte. Ancor prima del parto dal seno possono apparire le prime gocce di latte o meglio di “colostro”, un liquidi di colore giallo molto nutriente, ricco di anticorpi, utilissimo per le difese immunitarie che il neonato rafforza già dalle primissime pappate. La quantità di latte da produrre si adegua automaticamente alle esigenze del bambino, questi più succhia più latte si produce, meno succhia meno sarà la quantità di latte prodotta. L’ OMS consiglia di alimentare il neonato per i primi sei mesi esclusivamente con il latte materno, durante il secondo semestre l’allattamento al seno sarà integrato con cibi complementari. Se il bambino lo desidera e la mamma è d’accordo l’allattamento può continuare ancora per un anno, ossia fino a che il bambino compie due anni. Bisogna osservare che nella quasi generalità dei casi l’allattamento al seno non va oltre i 12 mesi, anche in considerazioni delle mutate esigenze della donna moderna ( lavoro, relazioni sociali,ecc.). Il bambino ha vissuto nove mesi nell’utero materno, l’allattamento adempie alla importante funzione di continuare a mantenere un contatto fisico tra madre e figlio. Il latte materno ha, altresì, la peculiarità di mutuare la propria composizione secondo le mutevoli esigenze del bambino che cresce. L’allattamento materno comporta per il bambino sia vantaggio fisici (assunzione di nutrienti e anticorpi) che psicologici ( aumenta il legame affettivo tra madre e figlio). Anche per la madre non mancano vantaggi (durante l’allattamento sono interrotte le mestruazioni per cui esso funge da anticoncezionale naturale; inoltre, durante questo periodo il corpo della madre produce “ormoni” che contribuiscono alla serenità della donna).