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La rizoartrosi è una alterazione degenerativa e cronaca dell’articolazione ( trapezio – metacarpale) situata alla base del pollice. A causa dell’artrosi la cartilagine che si trova tra le due ossa (trapezio e metacarpo) si assottiglia sempre di più, fino a scomparire quasi completamento, facendo aumentare l’attrito tra le due ossa che costituiscono l’articolazione, generando un invalidante dolore. La cartilagine, infatti, ricopra le ossa permettendo alle stesse di scivolare tra loro Come è noto, il pollice ha per la mano una importanza funzionale rilevante, per cui il suo stato di salute può condizionare l’utilizzo dell’intera mano. Questa patologia interessa maggiormente le donne che hanno superato le cinquantina, diciamo con il sopraggiungere della menopausa, ma può essere anche causata da traumi o lesioni locali. Si manifesta con dolore sempre più crescente durante tutte le operazioni di presa che coinvolgono il pollice (diciamo tutte le prese). Quando la degenerazione è in uno stadio più avanzato il dolore si manifesta ogni qual volta il pollice viene coinvolto anche per operazioni che sembrerebbero leggere e di poco conto dal punto di vista della forza da imprimere: scrivere, girare una chiave per aprire una porta, ecc. Nelle fasi iniziali della patologia, per tamponare potrebbe essere sufficiente l’utilizzo di un tutore e dal punto di vista farmacologico l’impiego di anti-infiammatori e cortisone. Quando la malattia è in uno stadio più avanzato diventa indispensabile il ricorso alla chirurgia che prevede varie tecniche d’intervento, tra le quali ricordiamo “l’artrodesi” ossia la fusione dell’articolazione. Se l’intervento da i risultati sperati, si perde un’ articolazione ma si riacquista la funzionalità dell’intera mano. Questi interventi chirurgici prevedono un periodo di immobilizzazione di almeno 4 – 5 settimane, che deve essere seguito da un periodo di terapia riabilitativa che può durare anche alcuni mesi.