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La degenerazione maculare senile, patologia che ad oggi non è possibile prevenire, interessa in genere gli anziani oltre i 75 anni di età. Trattasi di una patologia che di solito non porta alla completa cecità, ma che condiziona in modo incisivo la vita degli anziani che ne sono affetti. Malattia invalidante che conduce ad un deterioramento della parte centrale della retina, ossia della macula. La “macula” è un tessuto situato nella parte posteriore dell’occhio; esso è sensibile alla luce ed adempie alla funzione di permettere una visione nitida nella parte centrale. Allorquando la macula presenta delle patologie “degenerative”, si perde la visione centrale mentre rimane inalterata quella laterale, risultano compromesse alcune importanti funzioni quali, il leggere e lo scrivere. La chirurgia Laser risulta di aiuto in alcuni casi di “degenerazioni maculare senile” umida; tale terapia non è indicata se la patologia è del tipo “secca”. Le patologie del tipo “secco” rappresentano circa il 90% delle patologie complessive. Di recente è stato creato un nuovo farmaco il “Ranibizumab” per combattere questa patologia. Questo farmaco è stato definito una straordinaria novità terapeutica e una concreta speranza per i pazienti affetti da questa patologia. Sembrerebbe che il farmaco è in grado di contenere il processo degenerativo ed in alcuni casi addirittura di far regredire la malattia. Consente, quindi, di mantenere ed in alcuni casi di migliorare la funzionalità visiva. Dalla comunità scientifica, la creazione di questo farmaco, è stata ritenuta una dei maggiori successi per il trattamento di questa patologia.