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La dislessia non è una vera e propria patologia bensì un disturbo dell’apprendimento che interessa bambini in ottima saluta e con un quoziente intellettivo anche al di sopra della media (disagio psicologico). Disturbo non facilmente individuabile che colpisce il 7-8% dei bambini perfettamente sani. In particolare le difficoltà si manifestano in maniera più palesa quando il bambino impara a leggere e scrivere. Egli può confondere lettere simili o che hanno un suono analogo o invertire le lettere. E’ importante diagnosticare questo disturbo con la massima tempestività possibile, per incominciare al più presto le cure appropriate. Si arriva a diagnosticare questo disturbo un po’ per “esclusione”, ossia dopo aver escluso la presenza di altre patologie. Occorre affidarsi, come sempre, a personale qualificato e scrupoloso, animato da tanta pazienza e buona volontà. Come abbiamo detto non ci troviamo di fronte a una vera patologia per cui non possiamo parlare di cure in senso stretto. Esistono vari metodi per aiutare il bambino a superare gli inconvenienti che gli creano disagio nella vita di gruppo, rendendoli poco socievoli, persino aggressivi. Nei casi più gravi, non diagnosticati con tempestività la condizione di disabilità porta alla perdita della propria autostima, a crisi d’ansia e depressione. Nel bambino, continuamente richiamato e sollecitato ad impegnarsi di più da parte dei genitori e insegnanti, finisce per nascere un “senso di colpa”; si sentono responsabili delle proprie difficoltà.